ATTO CAMERA

MOZIONE 1/00194

Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 84 del 25/09/2013

Abbinamenti

Atto 1/00255 abbinato in data 25/11/2013
Atto 1/00256 abbinato in data 25/11/2013
Atto 1/00257 abbinato in data 25/11/2013
Atto 1/00258 abbinato in data 25/11/2013
Atto 1/00259 abbinato in data 25/11/2013
Atto 1/00260 abbinato in data 25/11/2013
Atto 6/00042 abbinato in data 08/01/2014

Firmatari

Primo firmatario: SORIAL GIRGIS GIORGIO
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 25/09/2013

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatarioGruppoData firma
FRACCARO RICCARDOMOVIMENTO 5 STELLE07/11/2013
VILLAROSA ALESSIO MATTIAMOVIMENTO 5 STELLE25/09/2013
D'INCA' FEDERICOMOVIMENTO 5 STELLE25/09/2013
NUTI RICCARDOMOVIMENTO 5 STELLE07/11/2013
CECCONI ANDREAMOVIMENTO 5 STELLE07/11/2013
CASTELLI LAURAMOVIMENTO 5 STELLE25/09/2013
CASO VINCENZOMOVIMENTO 5 STELLE25/09/2013
BRUGNEROTTO MARCOMOVIMENTO 5 STELLE25/09/2013
RUOCCO CARLAMOVIMENTO 5 STELLE25/09/2013
CANCELLERI AZZURRA PIA MARIAMOVIMENTO 5 STELLE25/09/2013
NESCI DALILAMOVIMENTO 5 STELLE25/11/2013
PESCO DANIELEMOVIMENTO 5 STELLE25/09/2013
Stato iter:
CONCLUSO il 08/01/2014

Partecipanti allo svolgimento/discussione
ILLUSTRAZIONE25/11/2013
SORIAL GIRGIS GIORGIO MOVIMENTO 5 STELLE
 
INTERVENTO PARLAMENTARE25/11/2013
PALESE ROCCO FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA' - BERLUSCONI PRESIDENTE
FRACCARO RICCARDO MOVIMENTO 5 STELLE
BORDO FRANCO SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'
VILLAROSA ALESSIO MATTIA MOVIMENTO 5 STELLE
 
INTERVENTO GOVERNO25/11/2013
GIOVANNINI ENRICO MINISTRO LAVORO E POLITICHE SOCIALI
 
PARERE GOVERNO08/01/2014
GUERRA MARIA CECILIA VICE MINISTRO LAVORO E POLITICHE SOCIALI
 
DICHIARAZIONE VOTO08/01/2014
MELONI GIORGIA FRATELLI D'ITALIA
ROSSI DOMENICO PER L'ITALIA
DI GIOIA LELLO MISTO-PARTITO SOCIALISTA ITALIANO (PSI) - LIBERALI PER L'ITALIA (PLI)
TINAGLI IRENE SCELTA CIVICA PER L'ITALIA
FEDRIGA MASSIMILIANO LEGA NORD E AUTONOMIE
ZANETTI ENRICO SCELTA CIVICA PER L'ITALIA
GALLI GIAMPAOLO PARTITO DEMOCRATICO
PIZZOLANTE SERGIO NUOVO CENTRODESTRA
DI SALVO TITTI SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'
POLVERINI RENATA FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA' - BERLUSCONI PRESIDENTE
SORIAL GIRGIS GIORGIO MOVIMENTO 5 STELLE
DAMIANO CESARE PARTITO DEMOCRATICO

Fasi iter:
NUOVO PRIMO FIRMATARIO IL 07/11/2013
APPOSIZIONE NUOVE FIRME IL
ATTO MODIFICATO IL 07/11/2013
RITIRO FIRME IL 19/11/2013
RITIRO FIRME IL 20/11/2013
RITIRO FIRME IL 21/11/2013
APPOSIZIONE NUOVE FIRME IL 25/11/2013
DISCUSSIONE CONGIUNTA IL 25/11/2013
DISCUSSIONE IL 25/11/2013
RINVIO AD ALTRA SEDUTA IL 25/11/2013
DISCUSSIONE CONGIUNTA IL 08/01/2014
NON ACCOLTO IL 08/01/2014
PARERE GOVERNO IL 08/01/2014
DISCUSSIONE IL 08/01/2014
RESPINTO IL 08/01/2014
CONCLUSO IL 08/01/2014
Atto Camera

Mozione 1-00194
presentato da
SORIAL Girgis Giorgio
testo presentato
Mercoledì 25 settembre 2013
modificato
Mercoledì 8 gennaio 2014, seduta n. 147

La Camera,
premesso che:
la questione delle «pensioni d'oro» è oggetto di accese discussioni sia fra i cittadini sia fra le forze politiche, senza che, ad oggi, si sia pervenuti ad una proposta risolutiva;
un primo tentativo di intervenire con un prelievo straordinario di solidarietà è stato bocciato dalla Consulta che, con la sentenza n. 116 del 2013 depositata il 5 giugno 2013, ha dichiarato incostituzionale il comma 22-bis dell'articolo 18 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, recante «Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria», convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, che aveva introdotto un «contributo di perequazione» nella misura del 5 per cento sulla quota di assegno eccedente i 90.000 euro, del 10 per cento per la parte eccedente i 150.000 euro e del 15 per cento per la parte eccedente i 200.000 euro;
in precedenza la Corte costituzionale, con la sentenza n. 223 del 2012, aveva già «bollato» e reso incostituzionale il prelievo sugli stipendi pubblici elevati, in quanto giudicato «un intervento impositivo irragionevole discriminatorio ai danni di una sola categoria di cittadini», poiché i provvedimenti colpivano i soli dipendenti pubblici e non anche i lavoratori autonomi o privati, o i pensionati pubblici, lasciando indenni le altre categorie previdenziali;
come si legge in ambedue le sentenze della Corte costituzionale, «Il risultato di bilancio avrebbe potuto essere ben diverso e più favorevole per lo Stato, laddove il legislatore avesse rispettato i principi di eguaglianza dei cittadini e di solidarietà economica»; viceversa, in conseguenza della sentenza della Consulta, lo Stato dovrà restituire circa 84 milioni di euro, con conseguenze negative sull'opinione pubblica;
permangono i presupposti di eccezionalità della situazione economica, che avevano indotto il Governo, allora in carica, ad adottare il citato prelievo solidale, anzi oggi, rispetto al 2011, la recessione si è acuita e la situazione dei conti pubblici italiani è peggiorata a causa del trend negativo di crescita del prodotto interno lordo;
a maggior ragione necessitano ulteriori risorse da destinare al sostegno delle fasce più deboli e resta inaccettabile che circa il 44 per cento dei pensionati italiani, quindi oltre 7 milioni di cittadini, riceve oggi dall'Inps un assegno inferiore a mille euro mensili e, nel 13 per cento dei casi, tale assegno non supera l'importo di 500 euro, mentre sussistono pensioni d'oro di importi mensili superiori a 20.000 euro fino al caso eclatante di 90.000 euro mensili;
il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Enrico Giovannini, ha espresso aperture in merito ad un ventilato prelievo sulle pensioni che superino una determinata soglia di importo, sostenendo che tale intervento «non porterebbe molti soldi, ma sarebbe una misura di giustizia sociale» (intervista su Il Corriere della Sera);
il Ministro del lavoro e delle politiche sociali ha dichiarato, altresì, la necessità di reperire risorse da destinare ai trattamenti pensionistici minimi;
è inaccettabile giustificare giuridicamente i trattamenti pensionistici elevati di oltre 20 volte il trattamento minimo in quanto autorizzati da disposizioni di legge antecedenti, perché i suddetti presupposti giuridici non sono più adeguati al contesto economico attuale di grave depressione economica e le decisioni assunte in passato oggi minano il «patto sociale» fra i cittadini e consentono uno spreco di «risorse pubbliche» con grave danno sia per i pensionati che percepiscono il trattamento minimo, sia per le giovani generazioni colpite da tassi di disoccupazione ai massimi storici;
è auspicabile, invece, sottoporre a valutazione i trattamenti pensionistici di elevato importo per evidenziare la quota di pensione imputabile agli effettivi contributi versati e la quota imputabile al sistema di calcolo retributivo, al fine di assumere decisioni politiche sulle cause degli eccessivi privilegi concessi prima della riforma del sistema pensionistico;
un eventuale intervento normativo deve essere finalizzato a creare una maggiore equità nell'erogazione dei trattamenti di quiescenza, senza generare situazioni di disparità di trattamento non conformi ai principi della Costituzione;
per l'anno 2013, l'importo minimo del trattamento corrisponde a 495,43 euro mensili;
è opportuno consentire un'equa e solidale progressività dell'imposizione sui redditi da pensione, applicando aliquote progressive in base alle classi di pensione mensile contenute nelle tabelle ufficiali dell'Istat per l'anno 2012;
da proiezioni effettuate, si potrebbe realizzare un maggior gettito non inferiore a 1.142.061.790 euro, da destinare all'aumento dell'importo dei trattamenti minimi, applicando le seguenti aliquote:
a) da 1 fino a 6 volte il minimo: aliquota dello 0,1 per cento;
b) oltre 6 fino a 11 volte il minimo: aliquota dello 0,5 per cento;
c) oltre 11 fino a 15 volte il minimo: aliquota del 5 per cento;
d) oltre 15 fino a 20 volte il minimo: aliquota del 10 per cento;
e) oltre 20 fino a 25 volte il minimo: aliquota del 15 per cento;
f) oltre 25 fino a 31 volte il minimo: aliquota del 20 per cento;
g) oltre 31 fino a 39 volte il minimo: aliquota del 25 per cento;
h) oltre 39 fino a 50 volte il minimo: aliquota del 30 per cento;
i) oltre 50 volte il minimo: aliquota del 32 per cento,

impegna il Governo:

previa valutazione dei contenuti della sentenza della Corte costituzionale 3 giugno 2013, n. 116, a valutare l'opportunità di assumere iniziative per prevedere, per un periodo limitato di tre anni, sui redditi da pensione lordi annui un contributo solidale suppletivo applicando le indicate aliquote progressive differenziate in base alle classi di importo mensile percepito, al fine di riconoscere un aumento di 518 euro all'anno della pensione minima (ora consistente in 6.440,59 euro all'anno) di cui, in relazione agli ultimi dati aggiornati Istat 2011, potrebbero beneficiare circa 2.219.482 pensionati;
a valutare l'opportunità di revisionare i trattamenti pensionistici erogati per prestazioni lavorative di elevato importo, al fine di adeguare i trattamenti medesimi all'effettiva contribuzione da parte del lavoratore beneficiario in quiescenza, riducendo la quota di trattamento acquisita in base al sistema retributivo, fissando per ciascuna forma di sistema un tetto massimo di pensione erogabile, onde evitare disparità eccessive nell'erogazione delle pensioni tali da rendere il sistema iniquo ed oramai inaccettabile per i molti cittadini che vivono alle soglie della povertà e percepiscono pensioni minime di importo tale da non consentire nemmeno lo svolgimento di una vita dignitosa.
(1-00194)
(Nuova formulazione) «Sorial, Fraccaro, Villarosa, D'Incà, Nuti, Cecconi, Castelli, Caso, Brugnerotto, Cancelleri, Pesco, Nesci».

Classificazione TESEO:
SIGLA O DENOMINAZIONE:
DECRETO LEGGE 2011 0098