SARUBBI. -
Al Presidente del Consiglio dei ministri.
- Per sapere - premesso che:
due anni e sei mesi fa, il 30 aprile 2006, una serie di frane sul versante settentrionale del monte Vezzi, nel comune di Ischia, causarono la morte di 4 persone ed il serio danneggiamento delle abitazioni di centinaia di persone conseguentemente sfollate;
con una ordinanza del 2 maggio 2006 il presidente del Consiglio dichiarò lo stato d'emergenza, nominando il presidente della regione Campania commissario delegato per la realizzazione dei primi interventi urgenti. Erano diretti al soccorso della popolazione, alla rimozione delle situazioni di pericolo e ad una ricognizione dei territori colpiti per stimare complessivamente i danni subiti e definire un piano di interventi di ripristino delle condizioni di sicurezza delle infrastrutture danneggiate, dei beni pubblici e privati e degli interventi di stabilizzazione geologica del territorio;
si prevedeva che gli oneri relativi alla attuazione dell'ordinanza fossero inizialmente individuati in 2.000.000 di euro da prelevare dal fondo per la Protezione Civile «a titolo di anticipazione sulle maggiori somme che saranno all'uopo erogate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze ad integrazione del fondo stesso» (articolo 14, comma 1);
con ordinanza del 2 agosto 2006 il Commissario adottò il primo - che poi si è rivelato anche l'unico - stralcio degli interventi d'emergenza, per un totale di euro 2.300.000, e definì la stima complessiva per il completamento ed il ripristino delle infrastrutture in euro 13.076.757;
a fine ottobre dello stesso anno, il coordinatore della struttura commissariale dichiarava che per la cifra individuata non si fosse ancora trovata la copertura finanziaria; rimaneva in particolare aperto il problema degli alloggi per i 20 nuclei familiari sgombrati, a cui continuava ad essere vietato il rientro nelle proprie abitazioni;
il 4 luglio 2008, la presidenza del Consiglio dei ministri emetteva decreto di proroga dello stato di emergenza, richiamandosi alla nota del 1
o luglio del Commissario delegato, nella quale veniva sollecitata anche la disposizione di un finanziamento pari a euro 24.800.000 per il completamento definitivo dei lavori e per la messa in sicurezza del versante settentrionale del monte Vezzi;
a distanza di due anni e mezzo dal tragico evento, si è riusciti a far rientrare nelle rispettive abitazioni solo 8 dei 20 nuclei familiari, peraltro in uno stato di assoluta precarietà, visto che il mancato completamento delle opere di stabilizzazione rende necessaria la rigida osservanza del regime di vigilanza e di prevenzione, che prevede l'evacuazione ogni qual volta sia comunicato lo stato di «attenzione» nell'ipotesi del verificarsi di eventi meteorologici anche di scarsa entità;
ci si trova oggi di fronte ad una situazione di stallo, relativo tanto allo sblocco dei fondi previsti quanto alla definizione progettuale degli interventi, a fronte del permanere della estrema instabilità geologica della zona, causata dalla mancata messa in sicurezza del versante settentrionale del monte Vezzi -:
se il Governo non ravveda l'urgenza si sbloccare immediatamente i fondi ed i progetti riguardanti la messa in sicurezza del territorio di Ischia, in considerazione anche dell'approssimarsi di una stagione invernale che si prevede soggetta a fenomeni meteorologici di particolare intensità. (4-01560)