Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-00906
presentata da
ANDREA SARUBBI
lunedì 4 agosto 2008, seduta n.047
SARUBBI. -
Al Ministro dello sviluppo economico.
- Per sapere - premesso che:
secondo l'articolo 4, comma 1, lettera g), del contratto nazionale di servizio 2007-2009 fra il ministero delle comunicazioni e la Rai, la trasmissione di manifestazioni sportive internazionali è un punto qualificante della programmazione delle reti generaliste terrestri;
la Rai, con notevole impegno economico, ha acquistato i diritti per la trasmissione in chiaro delle olimpiadi di Pechino 2008 secondo un palinsesto che prevede 19 ore per le sole dirette televisive giornaliere per un totale di complessivo di 300 ore di programmazione;
il contratto citato impegna la Rai ad assicurare un «grado di copertura del servizio di radiodiffusione televisiva analogica non inferiore al 99 per cento della popolazione» (articolo 16);
risulta all'interrogante che tale copertura del segnale analogico, quindi in chiaro, non corrisponda al dato reale. Molte zone significative del paese non ricevono il segnale secondo la qualità e le modalità che il contratto di servizio garantisce. In queste condizioni è necessario ricorrere ad altro genere di segnale (satellitare o digitale terrestre). Ma i diritti acquisiti dalla Rai per le Olimpiadi di Pechino (come anche per altri generi di manifestazioni) concernono le sole trasmissioni in chiaro; la loro diffusione su satellite risulta essere criptata;
in questa situazione coloro che non riescono a ricevere correttamente il segnale analogico si trovano nella fattuale impossibilità di fruire di un servizio che dovrebbe essere loro garantito dal pagamento del canone Rai in ciò violando il contratto di servizio secondo il quale «al fine di garantire l'effettiva universalità del diritto pubblico radiotelevisivo la Rai assicura agli utenti in regola col pagamento del canone di abbonamento, e che sono impossibilitati a ricevere il segnale terrestre, l'accesso gratuito all'intera programmazione Rai diffusa sulle reti analogiche in forma non codificata e trasmessa in simulcast via satellite e via cavo» (articolo 31) -:
quali iniziative urgenti il Ministro interrogato intenda intraprendere al fine di garantire il rispetto del contratto di servizio ed i diritti degli utenti gravemente violati dallo stato di cose evidenziato nella presente interrogazione.(4-00906)
Atto Camera
Risposta scritta pubblicata giovedì 9 luglio 2009
nell'allegato B della seduta n. 200
All'Interrogazione 4-00906
presentata da
ANDREA SARUBBI
Risposta. - Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo indicato in esame e sulla base degli elementi forniti dalla direzione generale competente e da quanto riferito dalla società Rai, si comunica quanto segue.
La Rai, interessata riguardo alle questioni esposte, ha fatto conoscere di aver trasmesso le Olimpiadi di Pechino in chiaro sul satellite sia su «Raidue» che su «Rai sport più», in quanto in possesso dei diritti di diffusione anche all'estero.
Per le trasmissioni su satellite di programmi per i quali non detiene i diritti di distribuzione per l'estero, la Rai è, invece, costretta a codificare il segnale di trasmissione, in quanto l'area servita dai satelliti per la diffusione diretta oltrepassa sempre e di molto i confini nazionali.
Per quanto riguarda il grado di copertura del servizio analogico, la Rai, ritenendo di aver raggiunto gli standard di copertura previsti da contratto di servizio (99 per cento della popolazione per Raiuno e Raidue e 97 per cento per Raitre), esclude che l'installazione di nuovi impianti possa rientrare tra gli obblighi di cui essa debba farsi totale carico.
Potrebbe, peraltro, essere possibile che alcune ristrette fasce di utenza non usufruiscano nel modo migliore del servizio, a causa di particolari conformazioni orografiche del territorio o di sistemi di ricezione non adeguatamente selettivi e amplificati.
È infatti in primo luogo necessario che i sistemi di antenna per la ricezione siano installati sulla base di una buona conoscenza della potenza e della direzione di provenienza dei migliori segnali disponibili.
La società si è, comunque, dichiarata disponibile ad offrire la propria collaborazione per la realizzazione di specifici impianti trasmittenti, che estendano localmente il servizio di radiodiffusione televisiva analogica, come previsto dall'articolo 16 comma 2 del contratto di servizio.
Relativamente, infine, al dettato dell'articolo 31 del contratto di servizio, al fine di garantire l'effettiva universalità del servizio pubblico radiotelevisivo, la Rai assicura agli utenti in regola con il pagamento del canone di abbonamento ed impossibilitati a ricevere il segnale Rai terrestre, l'accesso gratuito all'intera programmazione Rai, diffusa sulle reti analogiche in forma non codificata e trasmessa in simulcast via satellite e via cavo.
La Rai ha inoltre riferito di aver intrapreso le azioni necessarie per ottemperare alle disposizioni contenute nel contratto di servizio, segnalando che il consiglio di amministrazione ha di recente approvato un accordo con altre emittenti per la realizzazione di una piattaforma satellitare in chiaro, prevedendo l'adozione di un apposito sistema di accesso condizionato con relativa smart card da distribuire agli utenti.
Il Viceministro dello sviluppo economico: Paolo Romani.