PALAGIANO, DI PIETRO e GIULIETTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:
secondo quanto riportato da diverse notizie di stampa nazionale, in particolare nelle pagine del blog, di Beppe Grillo (ultimo post del 22 luglio 2009), il 14 ottobre 2007, alle 8 del mattino, Aldo Bianzino, falegname di 44 anni residente nelle colline intorno a Città di Castello, viene trovato morto in una cella di isolamento del carcere perugino di Capanne;
Bianzino è stato rinchiuso nel carcere di Capanne per coltivazione illegale di sostanze stupefacenti, dopo una perquisizione avvenuta nella prima mattinata del 12 ottobre 2007 ad opera della polizia di Città di Castello, durante la quale sono state trovate nel giardino di casa Bianzino alcune piante di canapa indiana;
la morte, avvenuta meno di due giorni dopo l'arresto, potrebbe essere conseguente alle percosse che l'uomo avrebbe subito nelle ore in cui è stato recluso nella cella di isolamento del carcere di Capanne;
in particolare, da una prima autopsia sarebbe emerso che Aldo Bianzino è morto a causa di quattro ematomi cerebrali, lesioni epatiche e spleniche, oltre a due costole fratturate. Il medico legale avrebbe aggiunto che i colpi che hanno ucciso Bianzino sembrerebbero essere stati inferti con l'intento di uccidere;
il pubblico ministero che ha seguito la vicenda, responsabile anche dell'arresto di Bianzino, ha avviato immediatamente un'indagine per omicidio; inizialmente veniva iscritto nel registro degli indagati anche un'agente della polizia penitenziaria del carcere di Capanne, per omissione di soccorso;
a distanza di un mese una seconda autopsia avrebbe stabilito, per la prima volta, che Bianzino sarebbe morto per cause naturali, esattamente per un presunto aneurisma cerebrale. Niente più tracce delle fratture, degli ematomi e della rottura di milza e fegato, inducendo conseguentemente il pubblico ministero ad archiviare l'indagine sulla morte di Aldo Bianzino -:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti sopraelencati, e se intenda disporre le verifiche del caso, e, qualora emergessero responsabilità da parte di chi era addetto alla vigilanza e sicurezza del detenuto, quali iniziative intenda assumere in merito.
(4-03723)