ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00226
| Legislatura : | 16 |
| Seduta di annuncio : | 11 del
29/05/2008 |
| Primo firmatario : |
MURA SILVANA
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| Gruppo : |
ITALIA DEI VALORI
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| Data firma : | 29/05/2008 |
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Ministero destinatario :
MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
Attuale delegato a rispondere e data delega :
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MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
| 29/05/2008 |
Stato iter :
CONCLUSO il 24/11/2008
| RISPOSTA GOVERNO | 24/11/2008 |
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MENIA ROBERTO
| SOTTOSEGRETARIO DI STATO AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE |
RISPOSTA PUBBLICATA IL 24/11/2008
CONCLUSO IL 24/11/2008
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-00226
presentata da SILVANA MURA
giovedì 29 maggio 2008 nella seduta n.011
MURA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle politiche agricole e forestali. - Per sapere - premesso che:
a seguito della rottura di 1 dei 4 cavi Enel di una nuova linea sottomarina ad alta tensione non in possesso delle necessarie autorizzazioni presso lo stabilimento balneare «Bagno Vito», località Lacco Ameno, è stato riscontrato dall'Agenzia regionale di protezione ambientale della regione Campania (ARPAC) (prelievo del 19 luglio 2007 rapporto di prova n. 200704583-001) la presenza di inquinanti PCB totali rilevata è pari a 0,112 mg/L, 186 (centoottantasei) volte superiori al valore di 0,0006 mg/L previsto come standard di qualità ambientale per le acque superficiali dal decreto ministeriale 367/03, Tab 1-10;
all'interno del cavo c'era un canale riempito di olio in pressione, con una sezione di 18 millimetri. La rottura del cavo ha causato la dispersione in mare nell'area marina protetta «Regno di Nettuno» (A.M.P.) di almeno 52 tonnellate di olio fluido contenente policlorobifenili (di seguito PCB);
l'Arpac ha certificato con nota n. 1074 del 19 ottobre 2007 che essendo trascorso del tempo dall'incidente, i PCB hanno ridotto il loro carico inquinante in acqua a seguito delle mareggiate;
i PCB sono inquinanti inseriti anche nella tabella 1/B del decreto legislativo 156/06 al punto 11 con obbligo di segnalazione al Ministero dell'ambiente;
negli organismi marini i valori di PCB aumentano in maniera esponenziale rispetto alla concentrazione rinvenuta nelle acque;
il PCB è sostanza non biodegradabile e lipoaffine, capace di spostarsi lentamente nel mare dove trova l'aiuto delle correnti andando così a depositarsi e accumularsi nei fondali marini e negli organismi viventi delle zone prospicienti a quella interessata dalla perdita;
i PCB sono considerati per la loro tossicità nei confronti dell'uomo, tra gli inquinanti più pericolosi poiché la loro stabilità ai diversi attacchi chimici li rende difficilmente degradabili acuendo l'effetto di bioaccumulazione negli organismi viventi;
i PCB sono inclusi (protocollo UN/CEE di Stoccolma, maggio 2001) nei cosiddetti POPs (persistent organic pollutants) composti organici persistenti, bioaccumulabili, che permangono lungo la battigia assorbiti dalla sabbia e risalgono, soprattutto attraverso i prodotti ittici, la catena alimentare all'uomo;
i PCB hanno rilevanti effetti tossici, quali bruciori agli occhi e dermatiti e provocano danni a medio e lungo termine al sistema immunitario, alla tiroide e al fegato;
nonostante il gravissimo episodio e l'entità del disastro ambientale, denunciati dalla data del 14 giugno 2007, ad oggi non pare vi sia stato alcun iter di programmazione per la bonifica della zona a tutela della salute pubblica, consentendo al contrario, la balneazione e regolari attività di pesca;
gli impianti di cavi sottomarini, della tratta Cuma-Lacco Ameno, sono «a tenuta» mediante olio. Fisicamente, se si registra un abbassamento di pressione dell'olio, significa che c'è una perdita nel tratto sottomarino, pertanto nelle stazioni situate ai capi dei cavi si pompa altro olio, per consentire sia di salvare il cavo ad alta tensione da un eventuale contatto con l'acqua sia di individuare il punto in mare con della fuoruscita di olio. Risulta all'interrogante che così è avvenuto anche a Lacco Ameno, dove è stato continuamente pompato nuovo olio nei cavi dalla stazione di Lacco Ameno;
le caratteristiche dei cavi unipolari utilizzati nella tratta Cuma-Lacco Ameno ad alta tensione, non consentono l'utilizzo di olio dielettrico normale in quanto le alte tensioni provocano in questo olio fenomeni di ionizzazioni corrosive e progressiva carbonizzazione del dielettrico. Per questi motivi viene usato olio fluido il cui contenuto di PCB è stato dichiarato dall'Enel e dalla Prefettura di Napoli nella risposta scritta all'atto del Senato nel fascicolo 139 all'interrogazione 4-05441 presentata dal senatore Boco, nella scorsa legislatura, sia alla Commissione europea nel ricorso 2003/5243;
il disastro ambientale di Ischia è aggravato dall'età dei cavi. Si tratta infatti di conduttori risalenti al 1987 (commessa 404/87). All'epoca i limiti di legge vigenti di tolleranza di PCB erano decisamente più alti rispetto ad oggi. Solo l'anno dopo, nel 1988, sarebbe stata vietata l'immissione sul mercato di PCB;
la posa dei cavi viene fatta dall'Enel nel 1992, quindi già con la legge dell'88 in vigore. Si tratta quindi, ad avviso dell'interrogante, di cavi palesemente irregolari. L'operazione di posa in opera terminò il 26 novembre 1992, quando i cavi giunsero a Ischia, occupando 69.000 metri quadri del demanio marittimo, senza che risulti alcuna concessione alla posa e al mantenimento dei cavi stessi;
esiste invece una concessione ex post per la posa e il mantenimento dei cavi sottomarini indicata dal numero 133/94 del 14 giugno 1994 valida per il solo periodo 31 ottobre 1992-31 dicembre 1993. Come ricorda l'avvocato Cocozza, per conto del Comune di Casamicciola Terme, «l'Enel non è in possesso dell'autorizzazione all'esercizio della linea elettrica Cuma-Lacco Ameno o di un decreto regionale di autorizzazione». Osservando gli atti esistenti risulta che l'unica autorizzazione regionale rilasciata in favore dell'Enel, DPGR 3651 dell'11 aprile 1994, limita la costruzione e l'esercizio di una linea elettrica a 150.000 volt in cavo sotterraneo, e non sottomarino, e una cabina primaria all'aperto e non coperta come invece realizzata dall'Enel, decreto regionale che a distanza di oltre 14 anni ad oggi, non ha consentito neanche l'esproprio dei terreni di proprietà della Curia su cui è stata costruita la stazione primaria di Lacco Ameno. Terreni ancora nel titolo di proprietà della Curia che non li reclama;
i predetti cavi non assicurano e non hanno mai assicurato l'alimentazione dell'isola d'Ischia (in realtà attualmente l'isola d'Ischia è regolarmente alimentata con 5 cavi sottomarini a MT (non ad olio fluido) per complessivi 75MW provenienti dalla stazione di Foce Vecchia 60/30/20, inserita ad anello e con doppi sistemi di alimentazione con le stazioni di Patria 380/150 KV, Cuma 150/20 KV, Pozzuoli 220/60 KV, che giungono alle stazioni MT 30/10KV di Ischia e Forio anche esse ad anello e con doppi sistemi di alimentazione: servizio + riserva);
quanto è accaduto nello scorso mese di luglio 2007, nei mari di Ischia è il secondo incidente sui medesimi cavi. Il precedente è avvenuto nell'aprile 2000 e la Capitaneria di Porto solo ad intervento completato da parte della Pirelli cavi emise l'ordinanza n. 51/2000 e non fu attivato nessun controllo per la fuoriuscita di olio contenente PCB;
i recenti incidenti del luglio 2007 ai 3 trasformatori ad alta tensione a Barcellona, in Spagna, sostengono in maniera inequivocabile a quali potenziali rischi sarebbe esposto il centro abitato di Lacco Ameno, l'attiguo ospedale e la scuola media comunale, per la presenza di una stazione primaria di trasformazione e la relativa produzione di diossina;
l'Enel non ha mai dichiarato al comune di Lacco Ameno o meglio alla regione Campania titolare del potere amministrativo di autorizzazione, la messa in esercizio di questa nuova linea a 150.000 volt sottomarina e inquinante;
nella nota del comune di Lacco Ameno n. 16147 del 6 dicembre 2007 indirizzata all'ASL NA2 - Dipartimento di prevenzione Ischia si denuncia l'inquinamento da PCB dei litorali di Casamicciola e Lacco Ameno;
nella nuova legislazione si fissano i livelli massimi per i PCB negli animali, perciò va presa in considerazione la presenza di un impianto di stabulazione di tonni in località Carruggio intorno all'isola di Procida -:
se i Ministri interrogati non ritengano necessario che vengano attivati ad horas, i controlli dei prodotti ittici provenienti dalle zone di mare intorno all'isola d'Ischia finalizzato alla ricerca di PCB (policlorobifenili), IPA (idrocarburi policromatici) e alchil benzeni lineari, e la conseguente rimozione dei cavi ad olio fluido;
se non ritengano urgente sollecitare le istanze di competenza territoriale, ASL compresa, al fine di porre atto a tutti gli accertamenti necessari alla tutela della salute della cittadinanza, in quanto a tutt'oggi non risulta esistere alcun provvedimento relativo all'interdizione alla balneazione, al divieto di pesca, alla sorveglianza di un impianto di stabulazione di tonni in località Carrugio, intorno all'isola di Procida, al piano di bonifica della zona, alla tutela dell'area protetta «Regno di Nettuno».(4-00226)
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Atto Camera
Risposta scritta pubblicata lunedì 24 novembre 2008
nell'allegato B della seduta n. 091
All'Interrogazione 4-00226
presentata da SILVANA MURA
Risposta. - In merito a quanto indicato nell'atto di sindacato ispettivo in esame, riguardante la rottura, in data 14 giugno 2007, a causa di ignoti, in località Fundera, dei cavi elettrici ad alta tensione dell'Enel S.p.a., relativi al collegamento sottomarino Cuma-Lacco Ameno, con la conseguente fuoriuscita in mare di olio, contenente PCB policlorofenili e si chiede di conoscere quali atti questo ministero intenda intraprendere per la messa in sicurezza di emergenza e per la bonifica dell'ambiente marino, ai sensi dell'articolo 240 del decreto legislativo n. 152 del 2006, si rappresenta quanto segue.
Con nota del 12 luglio 2007, il comune di Lacco Ameno, nel trasmettere la segnalazione di presunto danno ambientale a seguito della fuoriuscita di olio, promuoveva accertamenti e verifiche, ai fine di valutare l'opportunità di adottare eventuali provvedimenti a tutela della salute e dell'incolumità pubblica.
In data 24 settembre 2007 l'Agenzia regionale protezione ambientale Campania
(ARPAC), servizio territoriale del dipartimento provinciale di Napoli, comunicava che, a seguito del campionamento di acqua di mare, le analisi evidenziavano livelli di concentrazione di PCB totali superiori ai valori prestabiliti, quali standard di qualità ambientale per le acque superficiali.
A seguito di ciò, il 7 novembre 2007, la direzione generale qualità della vita di questo ministero, competente per materia, richiedeva alla prefettura di Napoli, ufficio territoriale del Governo, dandone conoscenza all'Enel S.p.A., se la società avesse messo in opera entro le ventiquattrore le misure necessarie di prevenzione e ne avesse data immediata comunicazione, ai sensi dell'articolo n. 304, comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006.
L'Enel S.p.A., con nota del 28 novembre 2007, rappresentava che i cavi ad alta tensione del collegamento Cuma-Lacco Ameno contengono fluido isolante a base di alchilati lineari che, secondo studi condotti da laboratori pubblici, non risulta essere né tossico, né nocivo, ma biodegradabile per evaporazione; specificava, inoltre, che la rottura dei cavi sottomarini, che ha determinato la fuoriuscita di olio PCB in mare, era stata causata da ignoti, e che, pertanto, ad avviso della società, non sussistevano i termini per l'applicazione dei disposti di cui all'articolo 304, comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006.
A seguito del consiglio comunale, riunitosi l'11 dicembre 2007, il Sindaco del comune di Lacco Ameno, in relazione alla questione, inoltrava un esposto alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli.
Con nota, poi, del 15 gennaio 2008, la predetta Direzione generale richiedeva all'ARPAC, dandone conoscenza alla Prefettura di Napoli ed all'Enel SpA copia del verbale di sopralluogo effettuato in data 19 luglio 2007 nel sito, al fine di acquisire informazioni circa lo stato dei luoghi.
Successivamente, in data 24 gennaio 2008, la società Enel SpA informava la prefettura di Napoli e gli enti territoriali, nonché l'ARPAC e questo Ministero, dell'avvenuta riparazione del cavo elettrico che ha determinato la fuoriuscita di olio PCB e confermava, a seguito di ulteriori analisi, l'assenza assoluta di qualsiasi contaminante assimilabile ai policlorobifenili (PCB).
Tale assenza si evidenziava anche dal rapporto ARPAC trasmesso in data 12 febbraio 2008, secondo il quale il campione di acqua di mare presentava valori di concentrazione di PCB inferiori al limite di rilevabilità del metodo di analisi; non si escludeva, però, la possibilità che il PCB, rilevato in precedenza con il primo campionamento, si potesse essere depositato sui sedimenti di fondo. Infatti, a parere dell'Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (ICRAM) i PCB sono inclusi tra i cosiddetti POPs (Persistent Organic Pollutants) e considerati nocivi per l'ambiente e per la salute umana e inseriti, quali inquinanti, anche al punto 11 dell'allegato 1 della tabella 1/B, parte terza, del decreto legislativo n. 152 del 2006, con obbligo di segnalazione al Ministero dell'Ambiente.
Tali oli hanno una scarsa solubilità in acqua e, quando versati in mare, in breve tempo, non sono più rintracciabili in campioni di acqua superficiale, mentre sono assorbiti dal particolato sospeso, si accumulano nei sedimenti ed entrano nelle reti trofiche. Lo stesso Istituto ritiene necessaria ed urgente l'elaborazione di un piano di caratterizzazione, volto ad ottenere dati adeguati a valutare esigenze e modalità di messa in sicurezza e bonifica dell'area in questione.
Il 4 giugno 2008, presso la Prefettura di Napoli, alla presenza degli enti territoriali competenti, dell'ARPAC, nonché della capitaneria di porto di Ischia, della protezione civile, del dipartimento prevenzione dell'ASL Na2 e dell'Enel SpA si è tenuta una riunione sull'adozione delle opportune operazioni di caratterizzazione e bonifica dei luoghi; con la predetta si è convenuto sull'opportunità di effettuare un prelievo di olio contenuto nei cavi Enel, non interessati dall'incidente del giugno 2007.
L'Istituto superiore per la sanità con nota del 28 luglio 2008, in risposta ad una richiesta di parere di questo Ministero, ha segnalato la necessità di effettuare ulteriori indagini comprendenti campionamenti sui sedimenti e sugli organismi acquatici.
Il caso è costantemente monitorato dagli enti territoriali competenti, nonché dalla prefettura di Napoli, dall'ARPAC, dalla Capitaneria di Porto di Ischia, dal dipartimento prevenzione dell'ASL Na2 e dall'ENEL SpA al fine di adottare le opportune operazioni di caratterizzazione e bonifica dei luoghi.
A seguito di diversi sopralluoghi con conseguente campionamento di fluido presso la cabina di trasformazione della Enel Distribuzione SpA, l'ARPAC, in data 1o agosto 2008, ha trasmesso il Rapporto di prova ed il verbale di campionamento emesso dal Centro regionale siti contaminati, dai quali risulta che il liquido in esame non contiene PCB in quantità significativa.
Anche il Dipartimento delle scienze biologiche dell'Università Federico II di Napoli ha eseguito accertamenti analitici disposti dalla provincia di Napoli nel comune di Lacco Ameno, località Fundera-Bagno Vito; tale dipartimento ha evidenziato che i valori rilevati, relativamente ai sedimenti ed all'acqua prelevati, rientrano nei limiti di legge.
Tutta la vicenda, comunque, è attentamente monitorata dalla competente direzione di questo ministero che, al fine di trovare la miglior soluzione possibile per la risoluzione delle problematiche, è in attesa di ricevere da parte degli enti territoriali i relativi aggiornamenti.
Da ultimo, si rappresenta che l'intera questione è oggetto anche di un reclamo comunitario, caso 4111 del 2008, attualmente all'esame della Commissione europea.
Il Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare: Roberto Menia.
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