ATTO SENATO

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00053

Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 15
Seduta di annuncio: 8 del 13/06/2006
Firmatari
Primo firmatario: NIEDDU GIANNI
Gruppo: L'ULIVO
Data firma: 13/06/2006
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
  • MINISTERO DELLA DIFESA
  • MINISTERO DELLA SALUTE
  • MINISTERO DEI TRASPORTI
Ministero/i delegato/i a rispondere e data delega
Delegato a rispondereData delega
MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO 13/06/2006
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE delegato in data 16/11/2006
Stato iter:
CONCLUSO il 16/11/2006
Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO16/11/2006
PECORARO SCANIO ALFONSO MINISTRO AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
Fasi iter:
MODIFICATO PER MINISTRO DELEGATO IL 16/11/2006
RISPOSTA PUBBLICATA IL 16/11/2006
CONCLUSO IL 16/11/2006


Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00053

presentata da
GIANNI NIEDDU
martedì 13 giugno 2006 nella seduta n.008

NIEDDU - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio, della difesa, della salute e dei trasporti - Premesso che:

sono rilevabili a quote diverse nel nostro spazio aereo scie persistenti di natura non determinata, denominate dagli organi di stampa e da associazioni specializzate con il termine di chemtrails;

in particolare negli ultimi mesi sui cieli della Sardegna, specialmente nelle giornate limpide, sono state notate da parte della popolazione residente, creando una forte preoccupazione ed apprensione, scie conseguenti ad un intenso traffico di aerei non identificati i quali percorrono rotte non convenzionali; tali scie intersecandosi tra loro generano una sorta di reticolato, non si dissipano subito, come accade normalmente, ma sfaldandosi si allargano e lentamente si espandono formando un manto nuvoloso che interessa un'area molto vasta;

ambienti scientifici internazionali avvalorerebbero la tesi che si tratta di scie contenenti sostanze nocive per la salute dei cittadini; alcuni studiosi sostengono, peraltro, che tutto ciò sarebbe l'effetto di specifiche sperimentazioni per verificare o provocare mutamenti climatici, altri ancora pensano a possibili utilizzi militari, per la presenza consistente, nelle zone sottoposte a monitoraggio, di silicio e materiali di altra natura,

l'interrogante chiede di sapere:

se il fenomeno sia oggetto di rilevazione o di studio per la parte di competenza di ciascun dicastero;

se i Ministri in indirizzo interessati siano già in possesso di dati o ipotesi che possano in qualche modo far luce sul fenomeno;

se si ritenga opportuno fornire spiegazioni sulle conseguenze che le scie chimiche rilasciate dagli aerei possano avere sulla salute dei cittadini, nonché chiarire se negli ultimi mesi siano stati autorizzati piani di volo sulla regione Sardegna per scopi riconducibili alla materia in oggetto.

(4-00053)


Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 012

all'Interrogazione 4-00053 presentata da
NIEDDU

        Risposta. Si rappresenta che, da molto tempo ormai, si osservano le cosiddette scie di condensazione (in inglese contrails) provocate dagli scarichi degli aerei o dalla turbolenza prodotta dalle ali. Tale fenomeno è universalmente noto ed è stato oggetto di numerosi studi nei decenni passati, per cui è possibile reperire una ricca documentazione scientifica.

        Da alcuni anni, tuttavia, esistono gruppi e associazioni che hanno riportato la presenza di scie con un comportamento apparentemente anomalo, rispetto alle comuni scie di condensazione. Tali fenomeni sono definiti scie chimiche (in inglese chemtrails) e sono attribuiti al rilascio da parte degli aerei di sostanze chimiche che ne deformano l'aspetto.
        Su internet esiste molto materiale, anche accompagnato da ricche documentazioni fotografiche, in genere raccolto sui web specialistici (i blog dei gruppi di osservazione delle scie) o sui siti di riviste ed osservatori indipendenti.
        Altri siti web, invece, sono molto critici sull'esistenza del fenomeno e mettono in guardia contro la diffusione di informazioni che ritengono imprecise e con poco fondamento.
        Non è stato però possibile trovare alcuna ricerca sulle scie chimiche pubblicata su riviste scientifiche; manca completamente, cioè, del materiale pubblicato che sia stato oggetto di una revisione indipendente e anonima da parte di altri ricercatori.
        Sul meccanismo fisico di formazione, è utile premettere che la troposfera è la parte bassa dell'atmosfera dove è contenuta gran parte dell'aria e dove avviene la quasi totalità delle attività umane, inclusa quasi tutta la navigazione aerea.
        La troposfera è alta tra i circa 6 km (nelle zone polari) e i circa 16 km nelle zone equatoriali;
        nella sua parte più alta le temperature medie sono comprese tra 50ºC e 70ºC e il contenuto di vapor d'acqua è molto basso. In questa zona si osserva comunemente la formazione di nuvolosità naturale, tecnicamente definita nuvolosità alta, appartenente alle famiglie dei cirri o dei cirrostrati. Tali nuvole sono costituite da cristalli di ghiaccio e la loro forma ed evoluzione è dovuta alle condizioni meteorologiche.
        Gli scarichi degli aerei contengono una piccola quantità di vapor d'acqua che si mescola a quello già presente nell'aria e, spesso, forma cristalli di ghiaccio che appaiono, appunto, come lunghe scie bianche associate agli aerei. In letteratura è possibile trovare parecchi studi sulla forma, sulla durata e sulle condizioni meteorologiche associate.
        La probabilità di formazione delle scie è tanto più alta quanto più è bassa la temperatura e quanto più è alta l'umidità relativa dell'aria alla quota di volo dell'aereo. Pertanto le scie sono più comuni d'inverno e sono normalmente associate ad aerei ad alta quota.
        Tali scie possono durare da qualche minuto a qualche ora (in alcuni casi anche parecchie ore) prima di dissolversi. In alcuni casi le scie restano compatte, in altri casi si allargano e coprono porzioni consistenti di cielo. In altri casi, infine, l'interazione di numerose scie porta alla formazione di vere e proprie nuvole alte.
        Come per le nuvole alte, la forma e l'evoluzione delle scie di condensazione è data dalle condizioni meteorologiche in quota, tanto che alcuni tecnici e ricercatori hanno proposto di utilizzarle come uno strumento meteorologico operativo.
        Anche il tipo di combustibile ed il tipo di motore dell'aereo svolgono un ruolo importante. In particolare, alcuni suggeriscono che il tasso di zolfo nel combustibile possa giocare un ruolo importante.
        La densità delle scie di condensazione è funzione delle condizioni meteorologiche, ma è ovviamente funzione della densità del traffico aereo. La porzione media di cielo coperta dalle scie, dunque, è più elevata sopra la parte occidentale degli Stati Uniti e sopra l'Europa occidentale, rispetto ad altre parti del pianeta.
        A livello planetario si osserva che le scie coprono in media lo 0.1% del cielo; in alcune parti del pianeta, però, esse arrivano a coprire il 20%. Alcuni ricercatori hanno evidenziato che nel corso dei decenni l'aumento del traffico aereo ha portato ad un aumento della copertura nuvolosa alta nelle zone maggiormente interessate. Tutti gli studi, però, sono a scala globale o sugli Stati Uniti, mentre nel caso specifico della Sardegna non è stato possibile reperire studi sulle scie di condensazione.
        Sin dagli anni 1970 è stato studiato il possibile effetto sul clima di tale fenomeno, considerato che la nuvolosità naturale ha un effetto ben noto sulle temperature superficiali. Durante il giorno, infatti, la copertura nuvolosa riduce l'irraggiamento nel visibile e, dunque riduce la temperatura superficiale; di notte, invece, la copertura rallenta il raffreddamento notturno e, dunque, aumenta le temperature superficiali. L'effetto netto della nuvolosità, dunque, è quello di ridurre l'escursione termica.
        Gli studi condotti sembrano indicare un aumento della nuvolosità alta ed una riduzione dell'escursione termica nelle zone maggiormente interessate dal traffico aereo, come ad esempio la parte orientale degli Stati Uniti. Occorre tuttavia rimarcare che l'intero problema è ancora in fase di studio ed occorre esaminarlo con maggior attenzione prima di trarre delle conclusioni. Questo tipo di precauzione, poi, è particolarmente importante considerata la grande attenzione dell'opinione pubblica riguardo ai cambiamenti climatici.
        Sebbene l'argomento abbia destato l'attenzione di numerosi siti specialistici, non esiste una definizione esatta di scia chimica (o chemtrail). Solitamente esse vengono descritte come più consistenti, più persistenti e spesso più basse di quelle comuni. Tali scie, inoltre, vengono notate in porzioni di cielo diverse dalle normali aerovie ed in molti casi sono state associate ad aerei militari. Altre osservazioni, infine, parlano di scie che si intersecano e spesso si espandono sino a formare della nuvolosità analoga alla nuvolosità alta di tipo naturale.
        Trattandosi di una descrizione soggettiva non è possibile applicarla in maniera universale e, infatti, gli stessi siti specialistici riportano solo osservazioni sparse da parte di singoli o di gruppi di osservatori, solitamente corredati da fotografie.
        Una seconda caratteristica attribuita alle scie chimiche, da cui appunto il nome, è la presenza di alcuni composti chimici rilasciati intenzionalmente dagli aerei che ne modificano le caratteristiche. In generale si parla di bario, di alluminio o di altri metalli pesanti, tuttavia non è stato possibile reperire analisi chimiche delle scie né dirette né indirette.
        Come prova indiretta, generalmente si fa riferimento ad un'analisi chimica del terreno condotta in una località dell'Alberta (Canada) dopo un episodio di presunte scie chimiche che ha riscontrato una concentrazione anomala di bario ed alluminio nel terreno. Per poterlo associare alle scie, però, occorrerebbe in primo luogo valutare attentamente le condizioni meteorologiche dell'episodio citato, poiché dei sali rilasciati in atmosfera da aerei che viaggiano ad alta quota hanno una buona probabilità di disperdersi molto lontano rispetto alla verticale del punto di rilascio.
        Le osservazioni sono iniziate nella seconda metà degli anni '90 e dei gruppi di osservazione si sono formati anche sul territorio nazionale. Nel caso della Sardegna, ad esempio, il gruppo di osservazione ha sede a Nuoro, ma riporta osservazioni sull'intero territorio regionale.
        I siti, sia nazionali che internazionali, riportano una crescita progressiva del fenomeno. Non esistono osservazioni precedenti che permettano di valutare se il fenomeno esistesse prima degli anni '90 e non è possibile valutare se l'aumento delle osservazioni sia un effetto dell'aumento della densità degli osservatori o di un aumento della frequenza del fenomeno.
        I siti specialistici ed il materiale in esso contenuto parlano di effetti sulla salute umana ed elencano un insieme di disturbi conseguenti ad episodi di scie. Gli effetti riportati sono tosse secca persistente, malessere respiratorio e intestinale, polmonite, affaticamento, letargia, capogiro, disorientamento, forte emicrania, dolori muscolari e alle giunture, epistassi, diarrea, feci sanguinolente, depressione, ansietà, incontinenza e tic nervosi. Altri, invece, mettono in relazione le scie chimiche colla diffusione di epidemie come il morbo della mucca pazza, la SARS e l'influenza aviaria.
        Non sono stati trovati studi epidemiologici sul fenomeno.
        Un secondo filone di materiale ritiene che le scie chimiche possano modificare il clima. Alcuni, infatti, ritengono che il bario rilasciato possa in qualche modo ridurre la precipitazione ed essere responsabile di recenti episodi di siccità. Altri riconducono il fenomeno ad altri tentativi di modificare il clima. Sebbene esistano teorie scientifiche che prevedano la modifica del clima, si ritiene che gli elementi riportati sui siti specialistici siano troppo poco precisi per poter supportare queste affermazioni.
        I siti specialistici sospettano che le scie chimiche siano esperimenti militari con vari scopi, generalmente in controllo del clima o altre forme di guerra non convenzionale.
        A supporto di queste osservazioni si riportano due documenti pubblici, reperibili su internet: lo studio Air Force 2025 ed il materiale relativo all'antenna HAARP.
        Lo studio Air Force 2025 è uno studio commissionato dallo Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare USA nel 1996 sugli scenari futuri di guerra che prevede, tra l'altro, il controllo del tempo atmosferico come elemento strategico.
        L'antenna del centro HAARP (situato in Alaska), invece, ha come scopo lo studio delle onde a bassissima frequenza dell'alta atmosfera. La potenzialità di questa antenna come strumento per ridurre l'intensità di tornado ed uragani è stata studiata alla fine degli anni '90 e la tecnica è stata brevettata dal Centro Studi Eastlund.
        Alcuni sostengono che il bario delle scie chimiche sia necessario proprio per rilevare le onde emesse da tale antenna.
        Non è stato possibile trovare legami fra questi due documenti e le scie chimiche.
        Oltre al materiale dei sostenitori delle scie chimiche, sul web è possibile trovare molto materiale di ricercatori, associazioni ed enti che riportano posizioni fortemente critiche.
        In genere, si afferma che le scie chimiche non siano altro che comuni scie di condensazione il cui aspetto anomalo è dato dalle particolari condizioni meteorologiche. In genere si tratta di ricercatori che hanno studiato a lungo le scie di condensazione e dalle quali si evince chiaramente che possono comportarsi anche come le presunte scie chimiche.
        Le altre critiche, invece, riportano il problema sul piano metodologico, economico e del buon senso, come ad esempio:

            questi fenomeni peculiari sono osservati più spesso di quanto non avvenisse in passato perché è cresciuta l'attenzione e la preoccupazione da parte dei gruppi di osservatori;

            se si trattasse di un tentativo massiccio di modificare il clima come quello ipotizzato, sarebbe necessario uno sforzo enorme in termini di mezzi, incompatibile colle attività di qualunque aviazione militare;
            se fosse uno sforzo per avvelenare la popolazione sarebbe molto più efficace, economico e discreto avvelenare direttamente le riserve d'acqua o gli acquedotti, invece di diffonderlo tramite aereo da altissime quote.

        Dall'esame della letteratura scientifica internazionale e del contenuto dei siti web specialistici non è possibile confermare l'esistenza delle scie chimiche. I siti specialistici degli osservatori delle scie chimiche, in particolare, risultano carenti dal punto di vista scientifico.

        Si possono, tuttavia, fare le seguenti considerazioni.
        L'interpretazione più plausibile del fenomeno è che i presunti episodi di scie chimiche siano in realtà comuni scie di condensazione che sono durate più a lungo ed hanno assunto forma peculiare per effetto delle condizioni meteorologiche.
        Non si può escludere che, assieme alle condizioni meteorologiche, anche il combustibile ed il tipo di motore degli aerei possano concorrere a produrre scie di condensazione dall'aspetto peculiare. Solo ulteriori e complessi studi, che coinvolgano gli operatori del trasporto aereo civile e militare e gli enti preposti alloro controllo, potrebbero eventualmente dare una risposta definitiva.
        Da circa tre decenni la comunità scientifica sta studiando la possibilità che le comuni scie di condensazione possano influenzare il clima delle zone maggiormente interessate dal traffico aereo. Nonostante siano stati ottenuti interessanti risultati, non sono però definitivi.
        Da molti anni esistono teorie che prevedono la possibilità di controllare il clima; tuttavia, nell'unico caso oggetto di una lunga e ben documentata sperimentazione, cioè l'inseminazione delle nubi per la stimolazione delle piogge, i risultati sono ancora controversi dopo 60 anni di esperimenti. È pertanto prematuro ritenere che altre tecniche, come ad esempio l'uso del bario per ridurre la precipitazione o l'uso dell'antenna HAARP, possano essere considerate efficaci ed affidabili senza aver condotto una lunga e attenta sperimentazione. In entrambi i casi, non sono state trovate chiare informazioni che permettano di legare una sperimentazione in tal senso alle scie di condensazione.
        Va in ogni caso sottolineato che non sussiste alcun elemento per ipotizzare una qualsiasi specificità dei fenomeni di scia per i cieli della Sardegna.

Il Ministro dell'ambiente e della tutela
del territorio e del mare

Pecorario Scanio

Classificazione TESEO:
CONCETTUALE:
AEREI, SPAZIO AEREO, TUTELA DELLA SALUTE
GEO-POLITICO:
SARDEGNA