ATTO CAMERA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02909

Dati di presentazione dell'atto

Legislatura : 15
Seduta di annuncio : 126 del 14/03/2007

Firmatari:

Primo firmatario: PELLEGRINO TOMMASO
Gruppo: VERDI
Data firma: 14/03/2007

Destinatari:

Attuale delegato a rispondere e data delega :

Ministero destinatario :
  MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI
  PRESIDENZA DEL CONSIGLIO - RIFORME E INNOVAZIONI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Delegato a rispondere e data delega :
  MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI 14/03/2007
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO - RIFORME E INNOVAZIONI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 24/04/2007

Stato iter : CONCLUSO il 10/09/2007

Partecipanti allo svolgimento/discussione :

RISPOSTA GOVERNO10/09/2007
NICOLAIS LUIGI MINISTRO SENZA PORTAFOGLIO RIFORME E INNOVAZIONI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Fasi iter :

RISPOSTA PUBBLICATA IL 10/09/2007
CONCLUSO IL 10/09/2007

Classificazione TESEO

CONCETTUALE:
COMPUTERS, COSTI, INFORMATICA, LICENZE, PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, SOFTWARE

TESTO ATTO


Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02909
presentata da
TOMMASO PELLEGRINO
mercoledì 14 marzo 2007 nella seduta n.126

PELLEGRINO. -
Al Ministro delle comunicazioni, al Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione.
- Per sapere - premesso che:

in quasi ogni settore delle Pubblica Amministrazione vengono utilizzati computer per svolgere le ordinarie attività di ufficio (videoscrittura, foglio di calcolo, navigazione in rete, posta elettronica);

detti computer vengono generalmente forniti completi di sistemi operativi e prodotti da ufficio;

si tratta quasi sempre di prodotti commerciali che richiedono, per poter essere utilizzati, l'acquisto di una licenza per ogni computer, oppure l'acquisto di licenze a volume (cosiddette corporate licenze);

tale scelta comporta una notevole spesa per la pubblica amministrazione, stimabile tra i 50/70 euro a computer per il software di base (sistema operativo) e tra i 70/150 euro per i pacchetti applicativi (suite da ufficio, antivirus, eccetera);

in questa maniera non soltanto si utilizzano fondi che potrebbero essere impiegati in modo più utile, ma si inducono i giovani ad utilizzare software pirata. Non si tratta di una provocazione, ma di una semplice considerazione: se in scuole ed università vengono utilizzati software originali di proprietà i ragazzi imparano ad utilizzare esclusivamente quella tipologia di software rendendolo una scelta quasi obbligata. Ciò li costringe, di fatto, ad acquistare costose licenze che non tutti possono permettersi visto che il sistema operativo windows XP, maggiormente diffuso nella Pubblica Amministrazione, costa all'utente finale tra i 90 ed i 150 euro nelle versioni OEM e tra i 200 ed i 400 euro nelle versioni FULL mentre il pacchetto Office costa all'utente finale una cifra che varia dai 130 euro circa del pacchetto «studenti» fino ad arrivare ai 550 euro del pacchetto professional;

si tratta di una situazione fortemente diseducativa e, soprattutto, non giustificata se soltanto si consideri che la suite «Open Office», per citare la più nota, è liberamente e gratuitamente scaricabile da internet ed utilizzabile da chiunque (anche con sistemi operativi Windows); allo stesso modo moltissimi sistemi operativi basati su Linux sono utilizzabili da chiunque senza la necessità di sostenere alcun costo di licenza;

quanto anzi premesso tende ad avvalorare la tesi secondo la quale la diffusione del software libero favorisce il pluralismo informatico, garantendo l'accesso e la libertà di scelta nella realizzazione di piattaforme informatiche, eliminando altresì ogni barriera dovuta a diversità di standard, nonché una notevole riduzione dei costi delle licenze;

malgrado ciò la Pubblica Amministrazione continua ad utilizzare software proprietario e, cosa ben peggiore, detto software viene utilizzato nella didattica in scuole ed università con le conseguenze illustrate -:

quali iniziative intendano adottare per incentivare l'utilizzo del software libero nelle Pubblica Amministrazione e, soprattutto, per favorirne la diffusione in scuole, Università ed Enti di ricerca al fine di ottenere una riduzione dei costi e di garantire un pieno accesso alle informazioni per tutti i cittadini. (4-02909)

RISPOSTA ATTO


Atto Camera

Risposta scritta pubblicata lunedì 10 settembre 2007
nell'allegato B della seduta n. 201
All'Interrogazione 4-02909 presentata da
PELLEGRINO

Risposta. - Con riferimento all'interrogazione in esame, si rappresenta che il Governo ha provveduto ad individuare specifiche misure volte ad estendere e sostenere in tutto il territorio nazionale la realizzazione di progetti per la società dell'informazione. Si tratta di misure volte a garantire, mediante l'applicazione e lo sviluppo di software open source, il conseguimento degli obiettivi di economicità ed efficienza dell'azione amministrativa.
La legge finanziaria 2007 all'articolo 1, comma 895, dispone, infatti, che nella valutazione delle iniziative per la realizzazione dei progetti per la società dell'informazione, di cui al comma 892, venga data priorità a quelli che utilizzano o sviluppano applicazioni software a codice aperto. Si prevede, inoltre, la realizzazione di un ambiente di sviluppo cooperativo su web per consentire alle amministrazioni pubbliche di condividere i codici-sorgente, gli eseguibili e la documentazione dei software sviluppati.
In tale prospettiva, il Documento relativo alle linee strategiche del sistema nazionale di e-government di marzo 2007 individua, tra i sette obiettivi da perseguire, la predisposizione di un ambiente favorevole alla competitività delle imprese, attraverso la promozione di iniziative di gestione, scambio di esperienze e collaborazioni tra pubblica amministrazione centrale e locale, ciò al fine di incrementare la diffusione e la utilizzazione di software a codice aperto.
Al fine di acquisire un quadro tecnico specifico ed aggiornato delle potenzialità del fenomeno è stata, inoltre, recentemente istituita la Commissione Open Source, che operando a livello nazionale, attraverso l'ausilio di esperti, ha il compito di elaborare linee guida operative per la definizione delle modalità di approvvigionamento di software open source da parte delle amministrazioni pubbliche.
Già nel 2002 una analoga Commissione aveva analizzato «che cosa fosse» l'open source e quali potevano essere i vantaggi e i rischi di una sua adozione all'interno dei sistemi informativi della pubblica amministrazione; la Commissione attuale intende, invece, individuare le modalità attraverso le quali l'open source può entrare a far parte del modello organizzativo della pubblica amministrazione nonché le forme di gestione e le garanzie da richiedere ai fornitori. A tal fine si avvarrà del supporto tecnico fornito dal Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA), attraverso il proprio Osservatorio Open Source, e dal Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie, effettuando un'analisi della situazione europea e di quella nazionale del settore pubblico e privato.
Per quanto riguarda, poi, il contesto europeo il Governo ritiene prioritario intensificare la presenza italiana nelle sedi comunitarie in cui si definiscono i processi organizzativi e le soluzioni comuni di e-governement, tali da non determinare ostacoli al mercato interno. Ciò al fine di focalizzare l'azione sia su progetti che promuovono standard e specifiche aperte, sia su iniziative che rispondano alle esigenze degli utenti e siano replicabili in una logica europea anche in altri contesti.
È da segnalare in proposito la partecipazione del Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie al progetto europeo QualiPSo (Quality Platform for Open Source software), volto alla definizione di una piattaforma globale finalizzata all'adozione di software libero da parte di imprese, istituzioni governative ed università. Il progetto, all'interno del sesto programma quadro della Commissione europea, è destinato a promuovere l'open source quale strumento di forte impulso al rafforzamento della competitività dell'Europa, nonché allo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in attuazione della strategia i2010 per la crescita e l'occupazione.
È stata, altresì, avviata la partecipazione del citato Dipartimento ai lavori della piattaforma tecnologica NESSI (Networked European Software and Service Iniziative), promossa dalle maggiori aziende europee di software telecomunicazioni e servizi correlati. L'obiettivo che si intende realizzare, attraverso l'utilizzo di elementi chiave quali l'open standard e l'open source software, è quello di sviluppare iniziative comuni per la ricerca nel settore delle architetture e delle infrastrutture informatiche in grado di produrre soluzioni industriali innovative, trasversali ai vari settori produttivi.
In conclusione il Governo considera il software open source uno strumento strategico per la collaborazione, la condivisione di esperienze e il riuso di soluzioni in progetti complessi della pubblica amministrazione, con particolare riferimento alle iniziative innovative nei settori sensibili della vita del Paese quali la sanità, la scuola, la giustizia. Attraverso lo studio di progetti applicativi di software open source e di standard aperti e la loro successiva applicazione ci si propone, dunque, sia di conseguire gli obiettivi di economicità ed efficienza dell'azione amministrativa - attraverso una visione strategica della gestione dei sistemi informativi che renda la pubblica amministrazione più attenta e più consapevole delle proprie esigenze nel settore informatico, ed un abbattimento dei costi delle licenze proprietarie - sia di sostenere le piccole e medie imprese produttrici di tali strumenti.

Il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione: Luigi Nicolais.